LA STARTUP SEED EARLY STAGE
SECONDO UN BUSINESS ANGEL


Domenico IDONE (Coach Remote Accelerator)
Le mode, i molteplici finanziamenti, gli sgravi fiscali, la mancanza di lavoro, la speranza in un ROI facile, sono alcune motivazioni per le quali sempre pi¨ soggetti in Italia si interessano al mondo delle Start Up. Per descrivere cos'Ŕ una Start Up mi sono avvalso delle definizioni di 3 personaggi, miei ispiratori, che ne hanno teorizzato le principali metodologie e costruito casi di successo.

UNA START UP ╚ UN'ISTITUZIONE UMANA PROGETTATA PER
CREARE UN NUOVO PRODOTTO/SERVIZIO
IN CONDIZIONI DI ESTREMA INCERTEZZA

E. Ries, intanto, non limita l'uso del termine Start Up al solo mondo tecnologico ma lo estende a contesti pi¨ generali in cui si parla di creare ed operare in condizioni di estrema incertezza. Tuttavia, Ŕ inutile negare che i contesti DIGITAL ben si prestano a possedere tali caratteristiche a causa dei continui cambiamenti e della facilitÓ di competizione a livello globale.

UNA START UP ╚ UN'AZIENDA PROGETTATA
PER CRESCERE VELOCEMENTE

P. Graham introduce il concetto di velocitÓ di crescita come elemento progettuale di una Start Up, la capacitÓ di fare SCALING dandone evidenza con le famose curve "hockey stick".

UNA START UP ╚ UNA TEMPORANEA ORGANIZZAZIONE
IN CERCA DI MODELLI DI BUSINESS RIPETIBILI E SCALABILI

S. Blank infine rimarca il concetto di continuo mutamento (in cui Ŕ compreso il team) e introduce l'importanza della scalabilitÓ quale origine della crescita veloce.

UNA START UP E' ...

un'organizzazione temporanea di persone (FOUNDERS) che ha lo scopo di creare un nuovo prodotto/servizio in modo veloce (SCALING) e altamente remunerativo (SCALABILIT└) all'interno di contesti in continuo cambiamento (INCERTEZZA). Non Ŕ dunque una passeggiata. Vediamo cosa deve fare una Start Up.

EARLY STAGE: LA LOTTA PER SOPRAVVIVERE

Come in natura, le fasi iniziali nascondono le maggiori insidie. La Start Up deve modificarsi (pivoting) in tutti gli aspetti mettendo costantemente in discussione la sua stessa esistenza e puntare alla sopravvivenza. Possiamo distinguere 3 macro SFIDE da superare:
1. la validazione della Vision (TAM): individuare un problema/bisogno che i founder hanno rilevato in prima persona o di cui hanno percepito la necessitÓ. Verificare che esso sia percepito da un target ben definito ed ampio. Analizzare il target che affronta il problema ad oggi (TAM) e pensare a una soluzione innovativa calcolando il SAM potenziale.
2. la validazione della soluzione (PROBLEM FIT): costruire un prototipo minimale (detto #MVP o Minimum Viable Product) sufficiente a dimostrare l'efficacia della soluzione su utenti veri (early adopters). L'obiettivo Ŕ avere un servizio/prodotto con un tasso di stabilizzazione delle funzionalitÓ minime che lo rendano appetibile.
3. la validazione del mercato (MARKET FIT): in cui si inizia a offrire l'MVP sul mercato, testando il #BusinessModel, valutando i margini di crescita anche economici e dimostrandone la remunerabilitÓ futura in termini di Financial metrics.
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LA VALUTAZIONE PRE-MONEY

In Early stage non Ŕ importante che la startup faccia utili a tutti i costi, Ŕ necessario invece che dimostri l'Execution del team e che abbia costruito un processo di apprendimento validato raccogliendo Metriche Unitarie oggettive. Ci˛ permette di valutare la bontÓ del lavoro svolto e le probabilitÓ di procedere con la successive fasi di SCALING che avvengono con Round di finanziamento crescenti destinati allo sviluppo del modello di business e all'espansione del mercato. Il supporto degli Angel Ŕ fondamentale.

COME FARE TUTTO CIO' ?

Costruendo il "CORE TEAM" un gruppo minimo di persone unite da valori comuni e dotate di skill necessari in grado di valorizzare le risorse limitate a disposizione attraverso un percorso di apprendimento ben definito e strutturato (metodologia LEAN e CUSTOMER DEVELOPMENT) di ascolto del mercato. Lavorando con METODO per evitare tentativi di bruciare le tappe (pre-scaling) saltando i passaggi fondamentali del percorso di growth-up. Sbagliato pagare collaboratori su skill core. Sbagliato raccogliere capitali attorno ad "un'idea vincente" non dimostrata o su un mercato non verificato. Sbagliato sopravvalutare il denaro rispetto al know-how.

FARE UNA STARTUP NON ╚ QUINDI UNA PASSEGGIATA

Occorrono doti personali e formazione di base superiori a quelle richieste da un freelance (PIVA) o da una piccola attivitÓ tradizionale. Il tasso di insuccesso lo conferma. Ben 90 tentativi su 100 falliscono.
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